domenica 30 settembre 2018

Blade Runner


Blade Runner è un film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott.

Il lungometraggio è ambientato nel 2019 in una Los Angeles distopica,  dove replicanti dalle stesse sembianze dell'uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. I replicanti che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla Terra vengono cacciati e "ritirati dal servizio", cioè eliminati fisicamente, da agenti speciali chiamati blade runner. La trama ruota attorno a un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles, e al poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio ma che accetta un'ultima missione per dare loro la caccia.



martedì 18 settembre 2018

Campanella e l'esaltazione della scienza e della tecnica

Al pensiero di Telesio si ispira Tommaso Campanella (nato in Calabria nel 1568) accusato di eresia per l'adesione al naturalismo e al senatismo filosofico cosentino.

L'aspetto filosofico da sottolineare è la rivalutazione culturale e pedagogica della natura, tipica dell'età umanistica-rinascimentale. Campanella rigetta la cultura libresca, appellandosi all'esperienza diretta della realtà.

Egli interpreta la fisica di Telesio alla luce di suggestioni tratte dalla magia e dalla metafisica, che lo portano  sostenere l'universale animazione di tutte le cose del mondo. Queste sono dotate di sensibilità. L'esperienza sensibile è per il filosofo calabrese il fulcro dell'attività conoscitiva: a differenza della ragione, infatti, i sensi non hanno bisogno di prove e garantiscono una conoscenza certa.

Il fondamento ultimo di una natura intesa come totalità organica è Dio, che crea e governa il mondo attraverso tre principi fondamentali dell'essere:

  • la potenza, che rende ogni cosa necessariamente come dev'essere
  • la sapienza, da cui deriva l'armonia che regge il mondo
  • l'amore, che indirizza ogni cosa verso il suo fine supremo
L'opera più nota di Campanella è "La città del sole". Un testo che appartiene al genere letterario dell'utopia (dal greco outopos, "non" e "luogo", per indicare un luogo che non c'è, ideale). In questo testo Campanella propone un modello ideale di società, che egli illuse di poter realizzare concretamente: a tal fine ordì la Calabria una congiura contro gli Spagnoli che occupavano il regno di Napoli.

L'opera si svolge come un dialogo tra un nobile e un navigatore genovese: quest'ultimo racconta la storia di una città che ha potuto visitare in un'isola equatoriale, città in cui la famiglia è abolita, la proprietà privata e la schiavitù aborrite, il lavoro considerato un grande valore che nobiltà l'uomo. In questa società il potere è affidato a un sommo sacerdote, Sol, e a tre ministri: Pon, Sir e Mor:
  1. Pon: rappresenta la potenza, a cui spetta il controllo dell'attività bellica
  2. Sir: rappresenta la sapienza, a cui spetta il controllo delle scienze e delle arti
  3. Mor: rappresenta l'amore, a cui spetta la salute e la riproduzione.
Egli inoltre riserva anche una grande attenzione alla formazione dei ragazzi, sottolineando non solo la necessità di un'istruzione basata sull'osservazione diretta delle cose, ma anche il bisogno di sradicare dal mondo l'ignoranza, fronte di tutti i mali.




Telesio: il nuovo sguardo alla natura

Un aspetto della civiltà rinascimentale è il nuovo modo di guardare alla natura, quest'ultima comincia a essere esplorata con gli occhi dello scienziato, che osserva, analizza, avanza ipotesi e spiegazioni.


Tale concezione è già in parte presente in un'opera del pensatore calabrese Bernardino Telesio intitolata La natura secondo i propri principi. In essa l'autore, staccandosi dalla visione metafisica medievale, afferma che l'uomo non deve imporre schemi a priori alla natura, ma deve scoprire le leggi specifiche che ne regolano la vita e che sono sconosciute ai più.

Queste leggi per Telesio, si identificano con l'azione di due forze contrastanti, il caldo, principio di movimento e forza dilatante. E il freddo, forza condensante e principio di immobilità, le quali nell'universo si applicano alla materia intesa come sostrato fisico inerte. Come aveva già detto Aristotele(secondo cui la forma e la materia non potevano mai darsi separatamente), per Telesio le forze e la materia non possono mai essere separate. Le prime agiscono solo infondendosi in un corpo materiale; la seconda  viene continuamente formata e trasformata dall'azione dei principi agenti.

La sostanza ha un carattere dinamico, consistendo in una storia incessante di generazione, trasformazione e rigenerazione. Secondo Telesio, i filosofi e gli scienziati non hanno avuto l'umiltà di osservare come le cose si verificano effettivamente, ma hanno proiettato su di esse caratteristiche e proprietà che esistevano soltanto nella loro immaginazione e si sono costruiti "un mondo a loro arbitrio".

L'accusa rivolta alla scienza del passato è dunque di essere boriosa, superba e incurante dell'autentica realtà del mondo fisico. Telesio invita l'intellettuale a "indagare il mondo e le sue singole parti".




Le fasi della filosofia moderna

La filosofia moderna attraversa la storia culturale e ideale dell'Europa dal XV al XVIII secolo.
E' necessario distinguere i seguenti nuclei tematici:

  • l'Umanesimo e il Rinascimento, periodi che costituiscono il momento aurorale della modernità
  • la rivoluzione scientifica e la nuova immagine dell'uomo e della natura
  • l'illuminismo e la fede nel progresso civile e morale dell'umanità
  • l'idealismo tedesco che esalta la fede nella religione, nello spirito, nel progresso e nell'inevitabile esito di civilizzazione della storia
Il comune denominatore di questo periodo è costituito dalla fiducia ottimistica nell'individuo, nelle sue capacità conoscitive e tecniche, e nel progresso civile e morale della storia.
Padova e la tradizione aristotelica

A Padova si approfondisce la tradizione del pensiero aristotelico. Le varie correnti di aristotelici, che fanno capo ai diversi commentari delle opere del filosofo greco (in particolare Averroè e Alessandro di Afrodisia), sono accomunate da una mentalità razionalistica e naturalistica.

Il più importante tra gli aristotelici è Pietro Pomponazzi affermando che la vera essenza dell'uomo è quella corruttibile e corporea. L'immortalità dell'anima è attestata dalla fede, ma non dalla ragione naturale, e le motivazioni della religione non devono intervenire né interferire nel campo della filosofia.

In conclusione possiamo osservare che le due correnti sono l'espressione del bisogno rinascimentale di libertà intellettuale. L'esigenza di rinnovamento religioso propria del platonismo si collega alla profonda e radicale innovazione spirituale della Riforma protestante; il naturalismo razionalistico, anticipa e prepara la nuova visione della natura alla base dell'imminente rivoluzione scientifica.


L'Accademia platonica di Firenze

I motivi che favoriscono la diffusione della filosofia umanistica e rinascimentale sono di diversa natura; tra questi rientra il rifiorire dell'economia e della vita civile dopo la crisi demografica e produttiva del Trecento. In questo contesto gli intellettuali abbracciano un ideale di vita derivante dai classici, che contempera l'eccellenza del sapere con le esigenze della vita pratica.

Ad esempio, nella Firenze dei Medici era sorta per impulso di Marsilio Ficino l'Accademia platonica. Secondo Ficino esiste un'unica tradizione filosofico-religioso (la cosiddetta "teologia platonica"). Essa rappresenta il progressivo rivelarsi dell'unica verità divina, che tocca al filosofo approfondire e chiarire mediante il discorso razionale.

E' partendo da tale presupposto che Ficino cera di rafforzare l'accordo tra platonismo e cristianesimo. La sua tesi più celebre è quella dell'anima come copula mundi ("copula del mondo"). Essa è in rapporto sia con le cose mortali, sia con le essenze immortale e costituisce un legame tra il finito e l'infinito. Tale funzione mediatrice è resa possibile dal fatto che l'anima è sostanzialmente amore, forza cosmica che sospinge l'universo verso Dio.

Come si può osservare, tale concezione di matrice neoplatonica riflette lo spirito più profondo del Rinascimento, che pone l'uomo al centro dell'indagine filosofica.

La centralità dell'uomo e la sua superiorità rispetto alle altre creature è anche il tema dell'opera principale di Giovanni Pico della MirandolaDe hominis dignitate. Per Pico l'uomo è un essere intermedio, che possiede le caratteristiche di tutti gli altri esseri dell'universo e pertanto può influire sulla sua stessa natura, decidendo di abbassarsi alle creature inferiori o di innalzarsi a quelle superiori. Questo processo di elevazione spirituale può essere ottenuto solo recuperando la vera sapienza che si trova dispersa nelle varie filosofie e riportandone i principi all'unità.



La riscoperta di Platone e Aristotele

La centralità dell'uomo, il ritorno alle origini e la valorizzazione della ragione rappresentano i temi fondamentali della cultura umanistico-rinascimentale. Essi si ritrovano nelle due principali correnti del pensiero che caratterizzano l'epoca: quella dei platonici e quella degli aristotelici. Con l'Umanesimo si verifica una vera e propria riscoperta di Platone, le cui opere vengono conosciute integralmente grazie alla traduzione in latino realizzata da Marsilio Ficino.

Contemporaneamente anche gli studi aristotelici subiscono una profonda rivisitazione, dovuta alle nuove traduzioni delle opere del filosofo, attraverso tali traduzioni e i relativi commenti si intende recuperare l'autenticità della filosofia aristotelica al di là delle superate e complesse interpretazioni scolastiche e medievali.

Nella disputa tra platonici e aristotelici si evidenzia la contrapposizione tra due diversi orientamenti culturali: se i platonici sono interessati a una rinascita spirituale e religiosa e vedono nel platonismo l'espressione più alta della religiosità antica, gli aristotelici trovano nei testi di Aristotele uno stimolo per l'approfondimento della ricerca razionale e naturalistica. I centri geografici di queste due correnti sono rispettivamente Firenze per il platonismo e Padova per l'aristotelismo.